Luigi Di Pino (u cantastorie)

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Luigi Di Pino (u cantastorie)

Teatro Lirico di Magenta 2010 - Luigi Di PinoCompositore e cantautore, oltre ad essere un cantastorie, le melodie di Di Pino, raffinate e originali, arricchiscono i sensi di chi le ascolta.
La sua mimica giullaresca lo rende gradito al pubblico, che ne percepisce immediatamente la freschezza e la spontaneità.

“..Mi chiamo Luigi e fazzu u cantastorie”, così Di Pino si presenta in modo definito, netto, declamando questo antico mestiere oggi quasi del tutto scomparso, e recitando poesia e canzoni in un dialetto cantilenante, vetusto, in cui traspare l’amore per la propria terra, la Sicilia, dalla quale, come dice non si separerebbe mai (…).

Il nostro cantastorie ripostese con la sua voce graffiante e provocatoria, intende ridare alla cittadina di Riposto la gloria di un tempo, valorizzando la figura ormai quasi dimenticata di Orazio Strano.
La sua ironia e il suo atteggiamento da giocoliere dei tempi passati, rendono le sue performance accattivanti e seducenti.

Le cantilene, le filastrocche e le nenie del cantastorie riportese ci riportano nostalgicamente indietro nel tempo, facendo riaffiorare sentimenti attraverso i quali si ripercorre la memoria storica della Sicilia che non c’è più, quella dei nostri nonni, quella di una tradizione isolana, e forse azzardatamente un po’ isolata, ma pur viva nei cuori di chi la ama; con un linguaggio limpido e toccante Luigi è già “personaggio”, uomo nuovo perché di nuova generazione ma antico nel cuore, convinto assertore che la felicità sta nelle piccole cose, nella vita di tutti i giorni.

Attraverso la cronaca di una quotidianità on the road, egli cerca di esorcizzare le stranezze e le idiosincrasie di un mondo ormai in rovina, addolcendo con le sue note e i suoi messaggi d’amore verso la sua terra, le tensioni della vita : in Di Pino cantastorie del nuovo millennio la fiamma della passione per la musica popolare non si è mai spenta, la vita è bella così com’è, senza orpelli, senza fronzoli e senza velleità.

In tutto ciò è racchiuso questo strano personaggio: Luigi Di Pino.

Nel 2010 Luigi è membro del Tavolo nazionale per la musica popolare istituito presso il Ministero per i Beni Culturali che si riunisce una volta al mese a Roma e ha il compito di proporre al Ministro provvedimenti atti a salvaguardare e divulgare la tradizione popolare italiana.

Presso l’Università degli Studi di Bologna – Facoltà di Lettere e Filosofia – Gli viene dedicata la seconda tesi di laurea in Storia dello Spettacolo: “I cantastorie siciliani – Generazioni a confronto” di Simona Maria Strano.

2009 Il cortometraggio “Il cantastorie del 2000”, di Manuela Terranova, vince la  il concorso per cortometraggi “Memorie di Sicilia” promosso dalla Catania Film Commission e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Catania. Il corto viene proiettato per gli studenti della facoltà di lettere e filosofia presso il Monastero dei Benedettini di Catania. La premiazione avviene il 30 settembre presso il teatro Metropolitan di Catania. Presenti Francesco Salvi e Barbara Bouchet.

Aprile 2009 è a Marsiglia (Francia) per il progetto didattico “Giufà in viaggio” sull’intercultura finanziato dalla Comunità  Europea e dalla fondazione Anna Lindh. Il progetto triennale coinvolge la Francia, la Sicilia, il Marocco e l’Algeria e culmina nella pubblicazione di un libro tradotto in 4 lingue (compreso il berbero).

Si dedica a tempo pieno al progetto “Associazione Il cantastorie” che ha come obiettivo il recupero del materiale della Tradizione siciliana in vista dell’inaugurazione del “Museo del cantastorie”. Carmen Consoli aderisce al progetto..

e tanto altro ancora…

Insomma un ripostese che porta alto il nome della sua Riposto nel mondo.

FONTE:

http://www.irsap-agrigentum.it/monica/nuovi_cantastorie.htm

www.luigidipino.com


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