Torre Archirafi

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Torre Archirafi

Torre Archirafi (Turri in siciliano) è un piccolo e suggestivo borgo marinaro situato a sud di Riposto e congiunto ad esso dal lungomare Edoardo Pantano. Da esso, nelle giornate terse è possibile ammirare un paesaggio mozzafiato: dall’Etna e le sue pendici, a Taormina con le prime propaggini dei Peloritani, quindi alla costa reggina della Calabria. Di notte è facile scovare le lampare dei pescatori che punteggiano il mare.Torre Archirafi è inoltre il punto di partenza di un percorso cicloturistico che termina nei pressi del fiume Alcantara.

palazo vigoIl fondatore di tutto il borgo fu un importante nobile, il Principe Giovanni Natoli Alifia Ruffo, figlio primogenito del Principe Francesco Natoli Alifia e di Caterina Ruffo di Calabria, fu il primo Duca d’Archirafi per regale concessione da parte del Re Carlo III di Borbone il 24 maggio 1741, sposo di Girolama Ardoino e La Rocca di Michele Principe di Alcontres e di Caterina La Rocca di Giovanni Principessa erede, morì a Messina 1769, senza figli, lasciò il titolo di Duca a Francesco Moncada Natoli investito il 5 luglio 1770, figlio di Pietro Principe di Montecateno e di Marianna Natoli e Ruffo, sorella di Giovanni Natoli Alifia[1]. Tale titolo passò in seguito alla famiglia parente dei Natoli Vanni, quindi nel 1940 ai Vigo che l’hanno mantenuto sino ai giorni nostri.

La Torre di Archirafi si trovava nella spiaggia di Mascali, nei pressi di Capo Secco, un piccolo villaggio fondato dal Principe Giovanni Natoli di Sperlinga, Signore del territorio che qui riunì gli agricoltori, e restaurò la Chiesa parrocchiale a cui diede il nome di “S.Maria della Lettera” per l’indulto dell’Arcivescovo di Messina[2].

Il casale di Torre fu edificato nel 1762 dal Principe Giovanni Natoli Alifia di Sperlinga, in un luogo dove già esisteva l’antica torre difensiva risalente al XIV secolo[3].

Il borgo, a partire dalla sua fondazione, grazie al Principe Natoli iniziò a popolarsi di gente proveniente soprattutto da Acireale, Messina e Paternò, nel 1815, con il distacco di Giarre dalla Contea di Mascali, Torre Archirafi divenne parte del nuovo Comune sino a quando nel 1841 “Riposto e il borgo La Torre” ebbero anch’esse un proprio municipio.

L’abitato, nonostante l’espansione edilizia degli ultimi decenni, ha mantenuto pressoché immutato l’antico centro storico, il cui cuore è rappresentato dalla chiesa madre e dal settecentesco Palazzo dei Principi Natoli, entrambi prospicienti il mare.

palazzo natoli (vigo)La Chiesa madre, nata come Cappella annessa al “Palazzo Natoli dei Principi” di Sperlinga (oggi detto palazzo Vigo), fu inizialmente dedicata alla Madonna della Lettera, culto introdotto nella zona dai Messinesi. Ridedicata alla Madonna del Rosario, è stata più volte restaurata sino a raggiungere l’aspetto attuale nella seconda metà dell’Ottocento. È sede parrocchiale dal 1922.

Torre modòDelle due torri esistenti rimane solo la “Torre Modò”(non visitabile perchè ricade in una proprietà privata), risalente agli inizi del XVI secolo, ma presenta una tipologia edilizia non riconducibile al modello camillianeo e, quindi appare verosimile una origine medievale essendo visibili alcuni conci di terracotta databili all’epoca bizantina o araba, tra il VI e il X secolo.

La seconda torre, oggi non più esistente, faceva parte del sistema delle Torri costiere della Sicilia, di avviso contro le scorrerie turche ed i corsari barbareschi. Nel 1578 le spese della torre erano a carico del vescovo di Catania, per come riportato dalla relazione redatta da Tiburzio Spannocchi, che la denomina come: “la torre de li archelafi”.

Nel 1584 su indicazione dell’architetto fiorentino Camillo Camilliani essa fu oggetto di un progetto di restauro che così prevedeva: è assai antica et per il batter del mare nei pedamenti …è alquanto scalzata, et saria di bisogno rimediarla… ha rispondenza con la Torre di Capo delle Molina et verso il Castello della Mola . La torre descritta dal Camilliani era importante per l’economia del luogo, una grande torre ad impianto circolare con merli aggettanti, ed era ricompresa all’interno delle mura di un baglio .

Viene ancora citata da diverse fonti nel 1617, 1709, e 1720. Nel 1721 il feldmaresciallo Samuel Von Schmettau[4] promuove una rilevazione di campagna topografica in Sicilia e la torre vi compare.

Nel 1757 Vito Maria Amico nel suo Lexicon Siculum (1757), riporta che fosse esistente: nella spiaggia di Mascali… appresso Capo Secco con un piccolo villaggio fondato da poco da Giovanni Natoli Principe di Sperlinga… . Nel 1809 la Deputazione del Regno di Sicilia richiese alla giurisdizione amministrativa di Mascali informazioni sulle torri di quella contea da cui si desume che ora era in carico alla comune .piazzetta torre archirafi

In seguito la torre sprofondò per via dei bradisismi che interessano questo tratto di costa, ed alla fine del XIX secolo il Di Maggio[5] cita che una strada costiera portò alla sua parziale demolizione, ed infine nel 1972 Mazzarella e Zanca[6] raccontano che una mareggiata ne distrusse gli ultimi resti fino a farla scomparire.

 

 

 

Da segnalare:

Festa del Pesce Spada (agosto)

Festa della Madonna del Rosario (terza domenica di agosto)

FONTE:

Foto: Stefania Salici – Melo Patanè- Rosario Sessa – Gazzettino di Giarre – Sei di Riposto se – Comune di Riposto

Paolo Cacciola

 

 

  1. ^ [1] Francesco San Martino De Spucches, Mario Gregorio, “La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia”
  2. ^ [2] Vito Maria Amico,Gioacchino Di Marzo, “Dizionario topografico della Sicilia”, Volume 1, pgg 105
  3. ^ sulla cima della Torre il Principe Natoli fece incidere una pietra bianca con la seguente epigrafe borbonica andata distrutta da un maremoto sembra intorno al 1853: “D.O.M. Ferdinando Utriusque Sic. Rege Pio, Felici, Invicto. Joannes Natolius Rufus de Alifia Princeps Sperlinga, Dux Archiraphis Reg. a Cons.Urbic. Legion. Messanae Praefectus Antiquissimam Turrim Archiraphim Aetate ac Maris impetu collapsam, Ne pago aucto Colonis frequentato Ducatus honore nobili, Quae dederat nomen deficeret, In meliorem tutioremque locum Readificandam curavit. 1762.”
  4. ^ La Sicilia disegnata. La carta di Samuel von Schmettau
  5. ^ V. Di Maggio, 1976
  6. ^ Mazzarella e Zanca, 1985
  • Salvatore Mazzarella, Renato Zanca, Il libro delle Torri, le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX , Palermo, Sellerio, 1985. ISBN 9788838900891
  • V. Di Maggio Torri della Contea di Mascali , Acireale 1976.
  • La Sicilia disegnata. La carta di Samuel von Schmettau (1720 – 1721), a cura di L. Dufour Ed. Società Storia Patria di Palermo. Palermo 1995. ISBN 8874010664; ISBN13: 9788874010660

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