Un atto d’amore verso la nostra Riposto. Video di Pietro Redi

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Progetto SAVE NHAIMA

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Progetto salviamo Nhaima

amici delle missioni

Gruppo di studio su Riposto

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Incontro allo Sporting Club di Riposto (Ct) su: Mental Coaching

sporting club

La Riposto dei ricordi

A cura del collezionista ripostese Gaetano Cannavò

La Riposto dei ricordi

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porto in costruzione 1925 circa

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Piazza S. Pietro 1920 c.a.

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Corso Umberto (oggi Corso Gramsci) vista da p.zza San Pietro

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Panorama dal porto. 1925 c.a.

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Portici municipio

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Piazza S. Pietro fine anni '30

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Corso Vittorio E. oggi corso Italia 1930

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P.zza dello Statuto (oggi Villa Pantano) 1925 c.a.

Via Cavour 1930 c.a.

Via Cavour 1930 c.a.

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panorama 1925 c.a.

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P.zza del commercio ed Istituto nautico 1925 c.a.

Buon Natale e Felice Anno nuovo dalla Proloco di Riposto

riposto con la neve auguri

Foto Fabio Caltabiano

 

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta


L’altarino da “strata du cannàteddu”

Riposto(CT) – Un affresco databile ai primi anni dell’epoca borbonica (1736-1744) attribuito al noto pittore palermitano.Vito D’Anna nacque a Palermo il 14 ottobre 1718, dove morì il 13 ottobre del 1769. Fu considerato l’erede del famoso Paolo Vasta, che lo accolse nella sua scuola pittorica di Acireale il 13 gennaio del 1736, dove rimase fino al 1744, quando ritornò temporaneamente a Palermo per poi trasferirsi a Roma.

Dipinse, col suo stile barocco, parecchi ed apprezzati affreschi nell’acese, così come nel palermitano, nell’agrigentino, nel ragusano e nel siracusano. Sua è una tela di Madonna col Bambino nel Convento dei Cappuccini di Linguaglossa(CT). Il figlio Alessandro, nato nel 1746 e morto intorno al 1815, dopo anni di attività nella bottega paterna, si trasferisce a Napoli insieme al fratello Olivo. I due artisti s’impegnarono col re Ferdinando a dipingere i costumi dei vari paesi del Regno, restando sempre alle dipendenze dei reali napoletani.

La scoperta dell’inedita opera è stata resa possibile grazie al rinvenimento di un documento ottocentesco, secondo il quale in una zona compresa tra Riposto ed Altarello, si trovava all’interno di un altarino, un affresco del d’Anna:

“…Presso a Riposto, nella via dell’Altarello, esiste di Vito un altarino ove pitturò la Vergine del Rosario col divin pargoletto in grembo, e s. Domenico e s. Caterina ai fianchi…”(1).

Foto di una scolaresca sotto l’affresco della Madonna del Rosario di Vito d’Anna

 

La conferma è recentemente arrivata da una foto in bianco e nero dell’altarino, oggi purtroppo non piu esistente in quanto demolito nel 1956 per l’allargamento della strada Riposto-Quartirello.Secondo Stefania de Luca, proprietaria della foto, l’edicola votiva era situata all’altezza del parco delle Kenzie.

Tale foto, come ha segnalato Ivan Leotta, è riportata anche sul libro “Quartareddu do Chiancuni” del Prof. Mario Giannetto, che dedicò qualche pagina all’edicola della Madonna del Rosario:

“Imboccando la via per “Quartareddu”[…]era stata costruita dagli abitanti del luogo, probabilmente nel secolo XVIII, un edicola votiva che sorgeva all’incrocio tra l’odierno Corso Europa e la strada n.28 Riposto-Quartirello.Essa era alta circa 4 metri, con volta ad arco, tetto piano sormontato da una croce in ferro battuto. Nella parete frontale dell’ampia nicchia era dipinta con pittura su intonaco una delicata Madonna del Rosario che portava in braccio il bambino ed al suo fianco, inginocchiata, una donna supplicante[…]L’Edicola rappresentava il limite fra il paese e la campagna, l’uscita e l’entrata da mezzogiorno dell’abitato di Riposto.”

Dettaglio dell’affresco del d’Anna

 

La datazione al XVIII secolo, come riporta il Giannetto, corrisponde effettivamente al periodo in cui Vito d’Anna affrescò la cappella (tra il 1736 ed il 1744, periodo in cui il pittore soggiornò nella vicina Acireale) tuttavia ad un’attenta analisi dell’affresco si notano ai lati della Madonna  due presenze, e non una (…donna supplicante…): si tratta infatti di S.Domenico e S.Caterina, figure che per tradizione vengono sempre poste, supplicanti, ai lati della Madonna del Rosario, come riporta correttamente il documento ottocentesco e come appare in altre opere simili.

Nell’antico affresco si notano chiaramente le mani di due figure: S.Domenico e S.Caterina

Pare che l’affresco sia andato distrutto durante le operazioni di ricollocamento, secondo le testimonianze della madre di Stefania di Luca, che ne portò a casa un frammento, oggi perduto.

Inizialmente si era creduto che l’opera del d’Anna fosse all’interno di un altro altarino, che ha per oggetto la Madonna del Rosario, posto sulla strada tra Altarello e S.Leonardello, sempre nel comune di Riposto, ancora oggi esistente. Ma l’eccessiva lontananza dal centro di Riposto e la qualità dell’affresco non certo compatibile con la bravura del discepolo di Vasta, hanno fatto scartare questa ipotesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(1) Giornale Arcadico di Scienze Lettere e Arti, Tip. delle Belle Arti, Roma, Mag-Giu 1860, Tomo XXI, p.241

Davide Cristaldi

Fonte: Comitato Storico Siciliano

(su autorizzazione dell’autore)