ALBO PRETORIO ONLINE

1 Mostra di artigianato di San Pietro dal 24 al 26 giugno 2016

mercatino artigianale

Concerto in occasione della Festività di San Pietro 2016

concerto conservatorio Torrefranca

Incontro allo Sporting Club di Riposto (Ct) su: Mental Coaching

sporting club

Programma del Carnevale ripostese 2016

carnevale comune di riposto

Inaugurazione Casa di Babbo Natale

Oggi alle ore 19.00 alla presenza di Don Agostino Arciprete della Basilica di Riposto e dell’Assessore Di Giovanni abbiamo inaugurato la nostra “Casa di Babbo Natale”.

Vi aspettiamo numerosissimi nei giorni indicati nel programma.

Ingresso gratuito!!!

casa babbo natale

Da rifiuto a risorsa “FAI DI PIU’ CON MENO” settimana europea per la Riduzione dei Rifiuti

FAI DI PIU CON MENO

L’altarino da “strata du cannàteddu”

Riposto(CT) – Un affresco databile ai primi anni dell’epoca borbonica (1736-1744) attribuito al noto pittore palermitano.Vito D’Anna nacque a Palermo il 14 ottobre 1718, dove morì il 13 ottobre del 1769. Fu considerato l’erede del famoso Paolo Vasta, che lo accolse nella sua scuola pittorica di Acireale il 13 gennaio del 1736, dove rimase fino al 1744, quando ritornò temporaneamente a Palermo per poi trasferirsi a Roma.

Dipinse, col suo stile barocco, parecchi ed apprezzati affreschi nell’acese, così come nel palermitano, nell’agrigentino, nel ragusano e nel siracusano. Sua è una tela di Madonna col Bambino nel Convento dei Cappuccini di Linguaglossa(CT). Il figlio Alessandro, nato nel 1746 e morto intorno al 1815, dopo anni di attività nella bottega paterna, si trasferisce a Napoli insieme al fratello Olivo. I due artisti s’impegnarono col re Ferdinando a dipingere i costumi dei vari paesi del Regno, restando sempre alle dipendenze dei reali napoletani.

La scoperta dell’inedita opera è stata resa possibile grazie al rinvenimento di un documento ottocentesco, secondo il quale in una zona compresa tra Riposto ed Altarello, si trovava all’interno di un altarino, un affresco del d’Anna:

“…Presso a Riposto, nella via dell’Altarello, esiste di Vito un altarino ove pitturò la Vergine del Rosario col divin pargoletto in grembo, e s. Domenico e s. Caterina ai fianchi…”(1).

Foto di una scolaresca sotto l’affresco della Madonna del Rosario di Vito d’Anna

 

La conferma è recentemente arrivata da una foto in bianco e nero dell’altarino, oggi purtroppo non piu esistente in quanto demolito nel 1956 per l’allargamento della strada Riposto-Quartirello.Secondo Stefania de Luca, proprietaria della foto, l’edicola votiva era situata all’altezza del parco delle Kenzie.

Tale foto, come ha segnalato Ivan Leotta, è riportata anche sul libro “Quartareddu do Chiancuni” del Prof. Mario Giannetto, che dedicò qualche pagina all’edicola della Madonna del Rosario:

“Imboccando la via per “Quartareddu”[…]era stata costruita dagli abitanti del luogo, probabilmente nel secolo XVIII, un edicola votiva che sorgeva all’incrocio tra l’odierno Corso Europa e la strada n.28 Riposto-Quartirello.Essa era alta circa 4 metri, con volta ad arco, tetto piano sormontato da una croce in ferro battuto. Nella parete frontale dell’ampia nicchia era dipinta con pittura su intonaco una delicata Madonna del Rosario che portava in braccio il bambino ed al suo fianco, inginocchiata, una donna supplicante[…]L’Edicola rappresentava il limite fra il paese e la campagna, l’uscita e l’entrata da mezzogiorno dell’abitato di Riposto.”

Dettaglio dell’affresco del d’Anna

 

La datazione al XVIII secolo, come riporta il Giannetto, corrisponde effettivamente al periodo in cui Vito d’Anna affrescò la cappella (tra il 1736 ed il 1744, periodo in cui il pittore soggiornò nella vicina Acireale) tuttavia ad un’attenta analisi dell’affresco si notano ai lati della Madonna  due presenze, e non una (…donna supplicante…): si tratta infatti di S.Domenico e S.Caterina, figure che per tradizione vengono sempre poste, supplicanti, ai lati della Madonna del Rosario, come riporta correttamente il documento ottocentesco e come appare in altre opere simili.

Nell’antico affresco si notano chiaramente le mani di due figure: S.Domenico e S.Caterina

Pare che l’affresco sia andato distrutto durante le operazioni di ricollocamento, secondo le testimonianze della madre di Stefania di Luca, che ne portò a casa un frammento, oggi perduto.

Inizialmente si era creduto che l’opera del d’Anna fosse all’interno di un altro altarino, che ha per oggetto la Madonna del Rosario, posto sulla strada tra Altarello e S.Leonardello, sempre nel comune di Riposto, ancora oggi esistente. Ma l’eccessiva lontananza dal centro di Riposto e la qualità dell’affresco non certo compatibile con la bravura del discepolo di Vasta, hanno fatto scartare questa ipotesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(1) Giornale Arcadico di Scienze Lettere e Arti, Tip. delle Belle Arti, Roma, Mag-Giu 1860, Tomo XXI, p.241

Davide Cristaldi

Fonte: Comitato Storico Siciliano

(su autorizzazione dell’autore)

Gita a Sinagra e al Palio di San Martino di Castell’Umberto (Me)

gita sinagra

La Compagnia Teatrale Jonica

compagniajonica1Negli anni 70, da un’idea di Melo Ingegnosi e Francesca Le Mura allora presidente e vicepresidente della Soc. San Vincenzo dei Paoli di Riposto, finalizzata alla raccolta di fondi da destinarsi alle famiglie bisognose della cittadina Jonica, con l’ausilio di Tony Spina che nell’ambito ripostese si era espresso nel settore teatrale con il gruppo parrocchiale “ I Convinti” viene rappresentata una commedia nella sala parrocchiale della Chiesa San Giuseppe di Riposto. Dall’entusiastico riscontro all’iniziativa si intuisce che Riposto e la contigua Giarre sono sensibili verso questa forma culturale che, solo occasionalmente, improvvisati gruppi dilettantistici esprimevano. Si Intuisce che sarebbe stata accolta con entusiasmo una programmazione che potesse dare alle rappresentazioni teatrali quali “espressione viva e partecipata” della cultura; che consentisse la riscoperta dei valori della nostra civiltà permettendo alle famiglie, ai meno abbienti, e soprattutto ai giovani, l’accostamento a forme di linguaggio che spingono al sano divertimento e alla riflessione. L’entusiasmo dei tanti amici (uno per tutti “ un vecchio-giovane” Mimmì Lizzio, di professione elettricista siculo fino al midollo, innamorato della Sicilia e della sicilianità, arguto ed ironico personaggio della Riposto che, purtroppo, non c’è più) portò alla costituzione dell’associazione culturale “Compagnia Teatrale Jonica” con sede in Riposto in data 11/11/1979 ai rogiti del notaio Filippo Patti che da subito  condivise l’iniziativa divenendo Presidente onorario dell’Associazione e punto di riferimento del gruppo che vide come soci fondatori : compagniajonica2Melo Ingegnosi, Francesca Le Mura, Carmelo Sessa, Domenico Lizzio, Tony Spina, Enza Bonaccorso. Melo Ingegnosi  fu eletto presidente mentre Francesca Le Mura si assunse l’onere della Direzione Artistica sobbarcandosi  il difficile compito di una scelta di lavori che dessero omogeneità di partecipazione al gruppo e nel contempo suscitasse interesse e gradimento da parte del pubblico. Le programmazioni si susseguirono sino a tutto il 1986 (con la messa in scena di oltre trenta lavori) anno in cui la Compagnia si vide costretta a  sospendeva l’attività per l’impossibiltà  di utilizzare la sala San Giuseppe causa intervenuti mutamenti nella normativa che ne consentiva l’agibilità. La ripresa ufficiale nel 2003 con la messa in scena del “Così è se vi pare” al Teatro REX di Giarre che per l’occasione fu inaugurato ufficialmente e dove tuttora la Compagnia opera.

 

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FONTE: sito web www.compagniateatralejonica.it