Riposto e la sua Storia

 

RIPOSTO

DSCF5011è sito sulla costa Jonica, dista da Catania Km 32, ha una superficie di circa 14 Kmq ed una altezza media slm di mt 6 con una popolazione di circa 14.650 abitanti. La sua struttura urbanistica è a scacchiera regolare. Nome degli abitanti: Ripostesi; Frazioni: Altarello, Archi, Carruba, Quartirello, Torre Archirafi e Zummo. Il Patrono di Riposto è S. Pietro che si festeggia il 29 Giugno. Manifestazioni annuali: Sagra del mare (ad intervalli irregolari), Premio Arte Mare, Premio Capitani Coraggiosi, Premio Poesia Torre Archirafi, Estate Ripostese con varie manifestazioni canore, artistiche e culturali.

CENNI STORICI.
Il 12 marzo 1540 l’Imperatore Carlo V assegnò al Vescovo di Catania, Nicola Maria Caracciolo, la Contea di Mascali. La Contea si estendeva dalla quasi sommità dell’Etna fino alla costa sul mar Jonio e comprendeva diversi quartieri fra cui l’attuale Riposto, il cui nome deriva da “ripostiglio” ovvero magazzino di deposito del vino. I primi insediamenti urbanistici sono state le “capanne pagliai”, che erano umili abitazioni dei pescatori, che sorgevano attorno ad un antico tempio di origine proto-cristiana denominato “Anticaglia di San Giovanni” su cui, in periodo successivo, ad opera di un gruppo di naufraghi Messinesi, fu costruita l’attuale Chiesa della Sacra Lettera. La leggenda popolare racconta di un bastimento, con a bordo dei messinesi, che a causa del mare in tempesta naufragò ed i superstiti che riuscirono a sopravvivere arrivarono sulla costa esattamente nel punto dove esistevano i ruderi dell’Anticaglia di San Giovanni, trovandovi il quadro della Madonna della Lettera che portavano con loro a bordo. La devozione dei Messinesi verso la Madonna della Lettera è cosa risaputa ed i naufraghi a Lei grati per lo scampato pericolo decisero, in segno di ringraziamento, di costruire su quei ruderi una chiesa dedicata, appunto, alla Madonna della Lettera.
I Messinesi sicuramente, già inseriti nella Contea, avviarono il commercio vinicolo di Riposto che durò fino ai recenti anni cinquanta, la cui maggiore attività si ebbe tra l’ultimo ventennio del 1800 ed i primi anni trenta del 1900.
Ecco quanto veniva riportato sull’ Annuario Vinicolo del 1913 a proposito della provincia di Catania: “I vini che più sono noti sono quelli di Riposto; con questo nome si designano tutti quelli della zona Etnea: bei vini rosso rubino vivace, robusti, buona vinosità e profumo quelli di mezza montagna (Giarre, Acireale, Mascali, Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione (rinomato qui il Solicchiata), Randazzo…”.
la gazzetta etnea(giornale riposto)In questi anni, per avere una idea di quanta attività ci fosse a Riposto, basti pensare che venivano stampati diversi giornali, ne ricordiamo alcuni, di cui, il più importante era “LA SICILIA VINICOLA”, poi “LA SICILIA AGRICOLA INDUSTRIALE”, “L’ AVVENIRE”, “L’ ALBA”, “LA LOTTA”, “VIE NUOVE, “LA BATTAGLIA”, “IL DOVERE” e “LA GAZZETTA ETNEA” alcuni prettamente commerciali, altri politici.
998158_10201974399940683_1260081283_nNel 1820, con lodevole finanziamento dei commercianti ripostesi, nacque la Scuola Nautica che da allora è stata fucina di ardimentosi naviganti. La cittadina, nell’ anno 1882, fu visitata e molto apprezzata dal musicista tedesco Riccardo Wagner.
Riposto divenne comune autonomo il 27 aprile 1841 per merito del Capitano ripostese Giuseppe Ligresti e per concessione del Re Ferdinando II. Ill° gennaio 1842 venne eletto il primo Sindaco di Riposto, Don Rosario Grassi Bonanno.
1660900_723013694383597_2127371073_nCon 1′ arrivo degli anni ’50, dopo la fine della seconda guerra mondiale, comincia a finire il commercio vinicolo, la cui causa principale è da ricercare nella conquista dell’indipendenza delle colonie francesi Algeria e Tunisia. Queste ex-colonie, ottenuta l’indipendenza, divennero grosse produttrici di uva e quindi di vino e non essendo i loro popoli per niente affatto consumatori, in quanto il Corano ne proibisce il consumo, si trovarono nella condizione di vendere alla Francia, che era il paese maggiormente importatore, il loro prodotto ad un prezzo molto più basso di quello che era possibile fare sui mercati Siciliani ed in particolare su quello di Riposto. Forse i produttori dell’epoca si resero conto molto tardi del perchè il mercato era crollato, e non ebbero la capacità o volontà imprenditoriale di trasformare l’ azienda vinicola in altra attività, e poichè tutta l’ economia commerciale di Riposto gravitava intorno ad esso, il paese entrò in una crisi profonda.
La speranza oggi è riposta, come del resto nel passato, nel suo porto e nel suo mare.
Ed in attesa che le cose cambino, in meglio, facciamo un brevissimo giro turistico, per quello che offre il paese, andando prima a visitare la Chiesa Madre, la cui costruzione iniziò nel 1808 con Decreto Reale di Re Ferdinando I di Borbone ed aperta al culto nel 1819. chiesa_san_pietro_ripostoL’ artistica e monumentale facciata, realizzata in pietra bianca di Comiso, imita quella dell’ Arcibasilica S.Giovanni in Laterano di Roma. Nella loggia centrale della facciata si può ammirare la “Croce Lampada”, posta a ricordo dei caduti di tutte le guerre il giorno di Pasqua dell’ anno 1924, costruita su progetto dall’ architetto ripostese Raffaele Leone. All’interno si possono ammirare: nella navata centrale 1′ artistico pulpito in stile rinascimentale, una delle migliori opere dell’ architetto Sada. L’ altare maggiore è sormontato da un grande organo polifonico dell’ anno 1879, secondo costruito in Sicilia dopo quello di Catania, l’ altare si completa con un Coro in legno di noce costruito dagli artigiani ripostesi Rosario Scalia e Salvatore Alessi nell’anno 1890. Nelle navate di sinistra e di destra si possono ammirare tele dei pittori: Desiderato Matteo, Francesco Mancini Ardizzone, Paolo Fiocchiaro, Giuseppe Zacco, Vincenzo Pitteco a Antonino Bonaccorsi. Nella navata sinistra, in particolare, un altare marmoreo dedicato a S. Antonio da Padova nella cui nicchia vi è posta la statua del Santo; sia la statua che l’altare furono donati alla Chiesa dalla Famiglia Todaro.cappella san pietro Riposto Nella navata destra si trova la Cappella dedicata a S. Pietro (patrono di Riposto) decorata su progetto dell’ architetto ripostese Raffaele Leone nel cui interno si trova la statua lignea, di scuola napoletana, del Santo realizzata nel 1884.
Lasciando la Chiesa Madre e percorrendo un breve tratto di strada verso il mare si arriva alla Chiesa della Madonna della Lettera, prima chiesa di Riposto. Ricostruita, diverse volte, ultimamente nel 1710 a spese dell’ acese don Giovanni Calì; il 17 dicembre 1818, con regolare atto notarile, ci fu la transazione tra gli eredi dello stesso Calì ed il Rev. Gioacchino Patanè, per conto della Chiesa. mammadellaletteraAll’interno si può ammirare il dipinto, di pregevole fattura, della Madonna della Sacra Lettera attribuito al pittore catanese Giuseppe Zacco, il quadro di S. Emidio Vescovo di Ascoli Piceno (protettore dei terremotati) ai cui piedi è rappresentata la città di Riposto con la sua Torre Forte di avvistamento (demolita intorno al 1920); la statua, in gesso, di S. Andrea; la statua, in legno policromo del 1700, di S. Pietro, in formato ridotto, il quadro dell’Addolorata di autore ignoto; il Cristo Gotico realizzato in cartapesta, di autore ignoto, con braccia mobili, proveniente dalla più piccola chiesa del ‘600; un grande Crocifisso sopra 1′ altare di sinistra, di autore ignoto e risalente ai primi dell’ottocento; 1’ olio su tela del ‘700 raffigurante S. Biagio; l’organo, di modeste dimensioni, manufatto artigianale del ‘700; 14 tavolette, olio su tela di scuola del XVII sec., della Via Crucis; diverse reliquie fra cui una di S. Pietro ed una di S. Filippo Neri. Infine, sotto lo stesso pavimento della chiesa, ci sono gli scavi che rivelano la presenza di altre chiese precedenti.
Salendo per corso Italia si possono ammirare diversi palazzi in stile “Liberty”. 

Fonte: ROSARIO SESSA –VIAGGIA DA RIPOSTO A RANDAZZO CON LA FERROVIA CIRCUMETNEA 1994

(su autorizzazione dell’autore)