Premio Sicilia è 2015

sicilia e

Chiesa M. ss. Rosario Torre Archirafi

palazzo natoli (vigo)Intorno al 1720 francesco Natoli, compra delle terre a Torre Archirafi e fa iniziare la costruzione dell’attuale palazzo con l’arco; contemporaneamente inizia la costruzione di una cappella annessa al palazzo.

Il 14 maggio 1741 Giovanni Natoli Ruffo completa la chiesetta e scrive la seguente epigrafe:

“Marie optimae maximae pepetuae mamertinorum tutelari saeculo XVIII acceptae epistolae surgente aedem hanc quam hocrure ducatus titulo insignito Franciscus Natoli De Alifia Sperlingae princips priusquam fato cederet erigendam curavit menti patris adhaerens Ioannes Filius erexit perfecit dotavit”

Questa cappella che, prima di morire, fece sorgere a Maria ottima massima ed eterna protettrice dei messinesi, agli inizi del secolo XVIII dopo che ricevettero la lettera, il principe di Sperlinga Francesco Natoli di Alifia, in questo contado inisignito del titolo di ducato, il figlio Giovanni, in armonia con la volontà paterna, la costrui, la completò e la dotò(trad. Santi Correnti).

Nel 1743 la chiesa viene consacrata e nel 1840 la cappella viene ampliata.

palazzovigoNel 1900 la chiesa viene ampliata con una navata laterale sul terreno donato dai machesi Vigo di Gallodoro (ex proprietari, oggi il palazzo è di proprietà comunale).

Nel 1922 la Chiesa di Torre Archirafi diviene parrocchia e viene dedicata alla Madonna del Rosario.

 

 

 

 

Fonte: Le Chiese di Riposto. Mario Giannetto

La Compagnia Teatrale Jonica

compagniajonica1Negli anni 70, da un’idea di Melo Ingegnosi e Francesca Le Mura allora presidente e vicepresidente della Soc. San Vincenzo dei Paoli di Riposto, finalizzata alla raccolta di fondi da destinarsi alle famiglie bisognose della cittadina Jonica, con l’ausilio di Tony Spina che nell’ambito ripostese si era espresso nel settore teatrale con il gruppo parrocchiale “ I Convinti” viene rappresentata una commedia nella sala parrocchiale della Chiesa San Giuseppe di Riposto. Dall’entusiastico riscontro all’iniziativa si intuisce che Riposto e la contigua Giarre sono sensibili verso questa forma culturale che, solo occasionalmente, improvvisati gruppi dilettantistici esprimevano. Si Intuisce che sarebbe stata accolta con entusiasmo una programmazione che potesse dare alle rappresentazioni teatrali quali “espressione viva e partecipata” della cultura; che consentisse la riscoperta dei valori della nostra civiltà permettendo alle famiglie, ai meno abbienti, e soprattutto ai giovani, l’accostamento a forme di linguaggio che spingono al sano divertimento e alla riflessione. L’entusiasmo dei tanti amici (uno per tutti “ un vecchio-giovane” Mimmì Lizzio, di professione elettricista siculo fino al midollo, innamorato della Sicilia e della sicilianità, arguto ed ironico personaggio della Riposto che, purtroppo, non c’è più) portò alla costituzione dell’associazione culturale “Compagnia Teatrale Jonica” con sede in Riposto in data 11/11/1979 ai rogiti del notaio Filippo Patti che da subito  condivise l’iniziativa divenendo Presidente onorario dell’Associazione e punto di riferimento del gruppo che vide come soci fondatori : compagniajonica2Melo Ingegnosi, Francesca Le Mura, Carmelo Sessa, Domenico Lizzio, Tony Spina, Enza Bonaccorso. Melo Ingegnosi  fu eletto presidente mentre Francesca Le Mura si assunse l’onere della Direzione Artistica sobbarcandosi  il difficile compito di una scelta di lavori che dessero omogeneità di partecipazione al gruppo e nel contempo suscitasse interesse e gradimento da parte del pubblico. Le programmazioni si susseguirono sino a tutto il 1986 (con la messa in scena di oltre trenta lavori) anno in cui la Compagnia si vide costretta a  sospendeva l’attività per l’impossibiltà  di utilizzare la sala San Giuseppe causa intervenuti mutamenti nella normativa che ne consentiva l’agibilità. La ripresa ufficiale nel 2003 con la messa in scena del “Così è se vi pare” al Teatro REX di Giarre che per l’occasione fu inaugurato ufficialmente e dove tuttora la Compagnia opera.

 

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FONTE: sito web www.compagniateatralejonica.it

 

Chiesa dell’Addolorata e l’orfanotrofio

La costruzione della chiesa dell’addolorata(a badia) è strettamente legata alla costruzione dell’orfanotrofio di Riposto voluto dal sac. don Carmelo Grassi fu Antonio che nel 1811 chiese al Re di erigere un orfanotrofio per “…ricevere le donzelle orfane… che vanno raminghe e sono esposte agli insulti della spietata gioventu…”

Il 28/12/1813 con rogito del notaio Giuseppe Pappalardo di Mascali(Ct) viene fondato l’orfanotrofio. Una serie di lasciti in denaro e di beni immobili permettono l’avvio della sua costruzione.

L’8 marzo 1813 l’Arcivescovo di Messina concede licenza di “dire messa” nella cappella dell’Orfanotrofio. Il 13 aprile 1839 con atto fatto dal notaio Don Rosario di Mauro viene acquistato da Carmelo Grassi fu Antonio, da don Gioacchino Savona, da don Giuseppe Guarriera il terreno per la costruzione della Chiesa dell’addolorata.

L’11 marzo 1847 il vicario dell’orfanotrofio sac. Francesco Scavino acquista un podere ad oriente, occidente e settentrione dell’orfanotrofio ed inizia la costruzione dell’attuale chiesa dell’Addolorata su progetto dell’ing. Vincenzo Musumeci Scipione architetto del comune di Giarre (Ct).

Il 1 gennaio 1882 suor Maria Nazareno Barbagallo si insedia presso l’orfanotrofio

Il 10 Aprile 1883 si compila lo statuto organico dell’orfanotrofio che assume la denominazione dell'”addolorata” , statuto approvato da Re Umberto I e controfirmato dal segretario di Stato per l’interno On. Agostino De Pretis il 27 agosto 1883.

badia 1910 circa
Badia 1910 circa

Le “addoloratine”, cosi venivano chiamate le suore che operavano presso l’orfanotrofio, prestarono la loro opera presumibilmente fino al 1889. Dal 1900 al 1907 vengono sostituite dalle Suore Alcantarine. In seguito, dal 1907 al 1914 vi si insediarono le suore di Sant’Anna.

Dal 1914 ad oggi le suore dell’apostolato cattolico (suore pallottine).

La chiesa venne completata con grande contributo della popolazione del suo campanile nel suore alcantarine1930; si restaurò il prospetto della chiesa e si fusero 2 campane in bronzo.

L’orfanotrofio riconosciuto IPAB (istituzione di pubblica assistenza e beneficenza) con D.P. n° 478 del 14 luglio 1988.

A cominciare al 2004 il C.d.A. guidato dal Sig. Leotta Ivan  ha intrapreso l’iter istruttorio per la riqualificazione dei servizi in coerenza con i più recenti indirizzi di sussidiarietà e di responsabilità del Welfare avviato in Sicilia e in rapporto diretto ai bisogni sociali espressi dal nostro territorio di riferimento. Così nel febbraio 2005 il C.d.a. ha avviato la riconversione da istituto di ricovero a Comunità alloggio, sia nella struttura sia nella qualità di erogazione dei servizi realizzando un appartamento dove oggi è ospitata la Comunità alloggio, ottenendo l’iscrizione all’albo regionale (l.22/86). Inoltre, con D.P. n° 376/SER 4/S.G. del 10.08.2007 ha ottenuto l’approvazione del nuovo statuto organico e della nuova denominazione di “Centro Servizi alla Persona Maria SS. Addolorata”.

La chiesa dell'Addolorata oggi
La chiesa dell’Addolorata oggi

 

 

La chiesa dell’addolorata, di proprietà dell’IPAB,aperta al culto è visitabile su richiesta, quando non aperta per le funzioni religiose, rivolgendo la richiesta in loco presso l’IPAB o al numero telefonico 0959300754

 

 

 

Fonte:sito web ipab www.ipab-riposto.com 

Mario Giannetto – Le Chiese di Riposto

 

Spaghetti cchi pateddi (spaghetti con le patelle)

padelleLe patelle sono molluschi dotati di una conchiglia conica, sottile, dal contorno grossolanamente ovale. Vivono su substrati rocciosi soggetti a periodiche variazioni della marea.

 

 

 

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di patelle
  • 400gr. di spaghetti
  • 4 spicchi di aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 4 pomodorini
  •  un bel ciuffo di prezzemolo tritato
  • peperoncino, olio sale e pepe q.b.

 

Procedimento:

1) In un tegame poniamo le patelle e il bicchiere di vino bianco copriamo con un coperchio e a fuoco vivace lasciamo cuocere per qualche minuto. Otterremo il doppio effetto di sfumare le patelle con il vino e di separare il mollusco dalla buccia. Sarà sufficiente togliere le bucce già staccate ad una ad una. Operazione che durerà, in questo modo qualche attimo.
2) A questo punto facciamo soffriggere in padella con olio di oliva extra vergine i quattro spicchi di aglio sminuzzati con il peperoncino e appena dorati facciamo ammollare nel soffritto i pomodorini con l’ausilio di mezzo bicchiere di acqua (operazione che richiederà qualche minuto) e subito dopo mettiamo le patelle.
3) Facciamo cuocere per qualche minuto e a fuoco spento mettiamo il prezzemolo tritato.
4) Scoliamo gli spaghetti al dente e li facciamo saltare in padella per qualche secondo.
5) Serviamo con una grattugiata, al momento, di pepe nero.

 

 

spaghetti padelle pronti

L’Istituto Tecnico Nautico

nautico oggi

L’Istituto Tecnico Nautico è nato con Riposto ed è espressione della cittadina di Riposto, in quanto strettamente legato al tessuto connettivo della cittadina ed alla sua crescita culturale e sociale.

istituto nauticoÈ tra le più antiche scuole nautiche di Italia. Ferdinando I di Borbone, il famoso re nasone, con Reale Iscritto datato 12 febbraio 1820 istituiva a Riposto una scuola nautica per capitani di cabotaggio e d’altura, che iniziò immediatamente a funzionare sotto la guida del capitano ripostesi Ferdinando Coco che ebbe l’incarico di Lettore Nautico cioè preside ed unico insegnante. In Sicilia questa era la seconda istituzione del genere che sorgeva. Allora infatti vi era il Seminario nautico di Palermo, fondato nel 1788 e nel quale si era diplomato il capitano Ferdinando Coco, divenuto poi docente. Il nautico però non sorgeva per la generosità del re, ma per l’impegno dei commercianti ripostesi che nel 1819 avevano chiesto al governo borbonico l’istituzione di una scuola nautica, obbligandosi al mantenimento della stessa. I commercianti erano guidati da Gaetano De Majo. La scuola nautica funzionò dal 1820 al 1864 ed ebbe un totale di 540 allievi, allora si accettavano solo i figli della gente di mare. La scuola aveva i locali in una casa privata nei pressi della Chiesa dalla Lettera, ed il vicolo dal quale si entrava, si chiama vicolo della Scuola nautica. Si insegnavano aritmetica, algebra, geometrica piana, geometria sferica, navigazione, nozioni della sfera celeste.

Dopo l’Unità d’Italia con decreto del 26 gennaio 1865, la scuola nautica diventa “Scuola Nautica e Costruzione Navale”, aumentava il numero degli insegnanti da uno a quattro, due nominati dallo Stato e due dal Comune. Questa scuola iniziava i corsi nell’anno scolastico 1869/70 e oltre ai sei insegnamenti impartiti dal 1820 vi si insegnarono la lingua italiana, matematica complementare, geografia descrittiva, osservazioni pratiche di meteorologia, nozioni di codice del commercio. In un quadriennio la scuola nautica diplomava ben sessantasei alunni. Nel 1873 con un Regio Decreto la scuola venne elevata a Regio Istituto Nautico, con tre sezioni di capitani di cabotaggio, di lungo corso e di costruttori navali. Quest’ultima sezione fu sostituita nel 1985 con la sezione dei macchinisti navali.

nautico e cafiero

 

Per un cinquantennio, fu preside il matematico e astronomo Federico Cafiero. Nato a Meta, si era trasferito a Riposto poco più che ventenne per assumervi l’incarico di docente di Matematica e Scienze Nautiche e la presidenza. Nell’Istituto Nautico che portava il nome dell’ammiraglio Ruggero di Lauria, Federico Cafiero istituì un osservatorio meteorologico, che fu poi annesso all’Istituto. Nel 1970, il 24 ottobre, Riposto celebrò il 150° anno della fondazione dell’Istituto. A ricordo dell’evento fu murata un’epigrafe che diceva: “Nel 150° anniversario della fondazione, l’Istituto Nautico di Riposto, trae dal suo operoso e fervido passato, i più lieti auspici dei un migliore e lieto avvenire.”

Dall’Anno Scolastico 2010/2011, a seguito al riordino degli Istituti Tecnici, l’Istituto Tecnico Nautico è diventato un Istituto Tecnico per l’indirizzo Tecnologico con indirizzo Trasporti e Logistica.

L’istituto ospita un importante planetario.

 

Fonte:http://www.iissitnitgipsriposto.gov.it/istituto-tecnico-nautico-l-rizzo/la-storia-itn.html

 

“Cugnettu” di Alici

Chef Isidoro Messina (3)

Procedimento a cura dello Chef Isidoro Messina

 

 

 

 

E se non ci fossero le acciughe come si farebbe? non le hai ancora salate? allora non ti resta che usare quelle che trovi in commercio…. o segui il procedimento che descrivo.”

 

Procedimento:

  1. Stacca le teste e le interiora alle alici , mettile a scolare con del sale marino per favorire la perdita dei liquidi, lascia riposare per almeno 5/6 ore. Dopo lavale con acqua di mare, fai una miscela di sale, origano e pepe e lava i cugnetti con acqua di mare. Attenzione la alici devono essere freschissime e non devono avere nessun contatto con acqua dolce. Nel caso non riesci a procurarti dell’acqua di mare fai una salamoia.

cugnettu

“Il “cugnetto “(così chiamato nel Ripostese) è un contenitore in terra cotta smaltata e con un tappo in terra cotta grezza che si presta bene per la conservazione delle acciughe, lì accanto ci sono alcune pietre di mare indispensabili per questa operazione.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

disposizione alici2) Disponi le alici nel modo che vedi nella foto, testa coda aggiungi ad ogni strato un pugno di sale aromatizzato, si va avanti così fino a riempire il cugnetto, copri con il tappo di terra cotta, che non si incastri, sopra metti tre pietre piccole e sopra ancora una più grande il tutto deve eguagliare il peso delle alici, questa operazione serve per schiaccire il pesce . Dopo qualche giorno puòi fare dei rabbocchi di pesce aggiungendo altri due o tre strati . Il pesce così salato, schiacciandosi perde i propri liquidi interni e diminuisce di volume. Conservare al buio ed aspettare circa 45 giorni prima di consumare il prodotto.

cugnettu 2

 

ALALONGA CA CIPUDDATA

lia violetta (Ricetta alalonga)

RICETTA A CURA DI LIA VIOLETTA

 
ALALONGA CA CIPUDDATA

Thunnus_alalungaMolto simile al tonno rosso; la differenza più evidente sta nelle pinne pettorali, che si prolungano fino alla pinna anale; inoltre l’occhio è più grande. La forma generale è a “barile”, meno slanciata rispetto al più grande parente.

 

 

RICETTA:

  • 800 gr di alalunga
  • 6 cipolle
  • alcune foglie di menta
  • aceto
  • olio extravergine di oliva
  • sale

    Tempo di preparazione e cottura 30 minuti

Preparazione
Tagliate il pesce a fette, salate, sciacquate con acqua salata e lasciate asciugare. Friggete in abbondante olio fino a completa cottura e salate.Tagliare le cipolle e metterle in una padella capiente con un po’ d’acqua quando la cipolla e’ cotta aggiungere l’olio e continuare a soffriggere poi sfumare
con l’aceto aggiustare di sale e mettere qualche fogliolina di menta (se piace).Mettere il pesce nella padella insieme alla cipolla e fare insaporire dopo metterlo in un piatto da portata e servire.

alalunga ca cipuddata

 

 

 

 

 

 

foto di Kita Buttà

Fotogrammi ripustisi

Booklet

 

 

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